Report Manifestazione La presa del treno perduto – Questa è l’unica “prima pietra”

Alle 13: 30 i cittadini liberano i binari per lasciare passare il treno per Catanzaro, anche per non arrecare troppi danni ai passeggeri che fin dal primo momento hanno partecipato e manifestato consenso per la manifestazione di Terra e Popolo.

I cittadini che si sono radunati alla stazione di Rossano dalle 11:00 hanno atteso l’arrivo del treno da Sibari, dove sono saliti gli studenti del Collettivo P2 Occupata dell’Unical e dell’Unione degli Studenti di Corigliano, i cittadini della Associazione Skatakatascia di Francavilla ed altri cittadini dell’alto ionio e di Castrovillari.

A Rossano molti i cittadini hanno risposto all’appello di Terra e Popolo, molti anche i cittadini venuti da Cariati insieme all’Associazione Le Lampare, e presenti anche l’Arci di Crotone, il movimento Adesso Basta, l’Associazione Italia Prima.

Più di un’ora sui binari per sancire una svolta, un cambio di direzione storico per il nostro territorio, da decenni martoriato nel silenzio delle nostre comunità.

Quella di stamattina è l’unica “prima pietra” reale posta sul nostro territorio, dopo tutte le prime pietre fantasma poste da una classe dirigente distante anni luce dai bisogni della comunità: dagli ospedali alle ferrovie, ai tribunali, alle strade eccetera eccetera eccetera.

Una prima pietra posta dalla popolazione, una prima pietra che significa l’inizio di una lunga mobilitazione per i nostri diritti, l’inizio di una presa di coscienza delle nostre comunità.

Questo è solo l’inizio. Non ci fermeremo fino a quando gli ultrapagati dirigenti delle ferrovie e dirigenti politici, responsabili di questo sfacelo, non saranno costretti ad esaudire le nostre richieste:

1. La restaurazione delle tratte a lunga percorrenza

2. La riapertura delle stazioni e dei servizi annesi

3. Il riequilibrio del sistema ferroviario nazionale con un piano di investimento sulle ferrovie del sud ed in particolare della fascia ionica.

Questo significa anche nuovi posti di lavoro, non per supportare torri di babele industriali, ma per offrire servizi al territorio. Questo signifia avere i servizi che la nostra terra merita. Questo significa sviluppo reale del nostro territorio e valorizzazione delle nostre risorse.

Questo è solo l’inizio.

Terra e Popolo

. . . in aggiornamento . . .

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